Dopo il Corpo






Polaroid Decay serie 2025






Dopo il corpo è un progetto che indaga il corpo come superficie instabile, come involucro soggetto a trasformazione, usura e perdita. Il lavoro nasce da una riflessione sull’immagine fotografica intesa come traccia materiale più che come rappresentazione, e sulla progressiva perdita di consistenza fisica del corpo nell’esperienza contemporanea.
L’uso delle Polaroid e la sperimentazione di pratiche di manipolazione dell’emulsione introducono un processo di trasformazione che agisce direttamente sulla superficie fotografica. Attraverso il distacco, il deterioramento e l’alterazione dell’immagine, ciò che era fissato perde definizione e stabilità, aprendo l’immagine a una condizione di mutamento continuo.
Questo processo di corrosione materiale trova un parallelismo diretto nella condizione del corpo nella contemporaneità. Il corpo umano, un tempo misura dell’identità e della presenza, si colloca oggi in una zona ambigua, sospesa tra la decomposizione fisica e la sua continua riproduzione digitale, tra materia e simulazione. L’emulsione che si corrompe nella Polaroid, in un processo lento e inarrestabile, richiama la carne che invecchia, si consuma e si trasforma, mentre la società tende a promuovere un ideale di immagine eterna, modificabile all’infinito ma priva di peso e sostanza.
Come suggerisce Jean Baudrillard in Simulacri e Simulazione, la realtà viene progressivamente sostituita da rappresentazioni che non rimandano più a un originale: il corpo diventa un simulacro, svuotato della sua materialità e ricostruito all’interno di un sistema di segni. In questo scenario, il corpo non è più soltanto biologico, ma si configura come una superficie esposta, un territorio instabile attraversato da tecnologia, estetica e obsolescenza.